La calcolatrice di Leonardo da Vinci

Il 13 febbraio 1967 alcuni ricercatori americani fecero una scoperta incredibile: nella libreria nazionale di Spagna trovarono due lavori sconosciuti di Leonardo da Vinci, ad oggi conosciuti come il codide di Madrid.
I disegni raffiguravano uno strano macchinario concepito per effettuare calcoli con il sistema decimale.

Il foglio 36v del Codice Madrid riporta il progetto di un curioso insieme di ingranaggi, costituito da numerose rotelle simili tra loro. La descrizione, come spesso accade, è assai criptica, e quindi non è chiaro a cosa servisse davvero. Secondo una ricostruzione degli anni ’60 ad opera dell’ingegnere Roberto A. Guatelli, che lavorava per l’IBM allo scopo di creare repliche dei macchinari leonardeschi, si sarebbe trattato di una primitiva calcolatrice meccanica, inventata quasi 150 anni prima della “pascalinadi Blaise Pascal.

Non appena la replica venne esposta però, venne immediatamente attaccata. La macchina originale non avrebbe mai potuto funzionare, perchè l’attrito, con i materiali dell’epoca, sarebbe stato eccessivo. Inoltre Guatelli si prese alcune libertà di troppo nell’interpretare il marchingegno, che probabilmente era solo un ingranaggio moltiplicatore.

Non esiste nessun modo per immettere un input nella macchina, nè ci sono numeri sulle rotelle nel manoscritto: se è una calcolatrice è piuttosto incompleta. Tuttavia, se questo oggetto è facilmente convertibile in una calcolatrice, dimostra che Leonardo Da Vinci è stato dannatamente vicino a inventare la prima macchina capace di calcolare. Forse all’epoca troppo anche per lui.

 

Autore dell'articolo: VN