Salvador Dalì – La persistenza della memoria

La persistenza della memoria è un dipinto a olio su tela realizzato nel 1931 e conservato al Museum of Modern Art di New York.

Le dimensioni sono 24 cm x 33 cm , poco più grande di un comune foglio A4 per fotocopie.

Nel 1932, l’anno successivo al completamento del quadro, lo stesso fu acquistato da Julien Levy, un gallerista, il quale cambiò il nome al quadro con quello che oggi conosciamo tutti; prima l’opera era conosciuta con il nome di Gli orologi molli.

Dopo due anni , nel 1934, Julien Levy cedette il quadro per una cifra venti volte superiore da quanto lui pagato, al Museum of Modern Art di New York, dove è attualmente esposto, e costituisce uno degli elementi più importanti della sua collezione.

Nel suo dipinto più famoso, La persistenza della memoria, Salvador Dalì esprime la sensazione dilatata del tempo, simboleggiata dal liquefarsi degli orologi.

Anche se di piccole dimensioni, il quadro è molto suggestivo e rimanda simbolicamente all’aspetto psicologico del tempo. Un aspetto indubbiamente soggettivo e legato alla nostra percezione che segue una logica del tutto irrazionale vincolata ai nostri stati d’animo e ai ricordi. Gli orologi raffigurati segnano tutti un orario differente proprio perché la nostra memoria è altalenante e non sempre funziona.

L’orologio non deformato indica la nostra memoria funzionante, quello deformato, di cui non si riesce ad intravedere l’ora esatta, simboleggia la mancanza della memoria. Quando dormiamo emerge, attraverso i sogni, la nostra parte irrazionale e nascosta, quando siamo svegli non vi è più alcun disordine e tutto appare chiaro; vi è una cronologia precisa che nel sogno è del tutto inesistente.

Riferendosi all’opera in questione, il pittore afferma: « Il quadro rappresentava un paesaggio vicino a Port Lligat, le cui rocce erano illuminate da un trasparente e malinconico crepuscolo.

In primo piano si vedevano gli ulivi con i rami tagliati e senza foglie. Sapevo che l’atmosfera che ero riuscito a creare in quello scorcio serviva come ambientazione per qualche idea, per qualche immagine sorprendente, ma non sapevo ancora di cosa si sarebbe trattato. Stavo per spegnere la luce quando istantaneamente “vidila soluzione.

Vidi due morbidi orologi, uno dei quali era appeso dolorosamente ai rami dell’ulivo. » Riprendendo la Teoria della Relatività Speciale di Einstein, l’artista raffigura il tempo meccanico che noi misuriamo con gli orologi. Ma il tempo deve fare i conti con la memoria umana che lo percepisce in modo differente.

Autore dell'articolo: VN