Salvador Dalì – Mirage

Questo quadro è stato venduto nel 2006 per 456000 sterline contro una stima che andava dalle 250mila alle 350mila sterline. Il vecchio proprietario lo aveva acqustato nel 1998 a poco più di 100mila sterline. L’arte a un certo livello rimane senza dubbio il miglior investimento attuale.

E’ un olio su tela dalle dimensioni di 35,5 x 60 cm.

Mirage“, opera del 1946, fa parte – con “Gli Amanti invisibili” e “Oasis” – di una trilogia Daliniana finalizzata a promuovere il profumo chiamato “Desert Flower“.

La donna in primo piano rappresenta una elegante Venere, il cui gesto – che suggerisce un estasiato stato sognante di beatitudine – pone l’accento sul fiore che fuoriesce dalla fronte di Apollo. Egli appare ai margini di una struttura a ponte che si protende etereo da una lontana montagna. I ponti che non portano da nessuna parte, puntellano il senso generale di un sogno, o, addirittura, il MIRAGGIO che Dali vuol trasmettere con questa tela.

Una metafora per l’amore e la passione – che, dopo tutto, la seducente fragranza di un profumo ricorda – è evocata dal modo in cui la donna elegante è estasiata da Apollo, così perfettamente formato, bello e maschile – e dal modo in cui Dalì ha catturato la sua ultra figura femminile, con i seni pronunciati, braccia e gambe angeliche, svelte, vita sottile, e il magnifico abito turchese con rifiniture dorate e una collana lunga sul corpo punteggiato con le perle.
La bellissima opera “Mirage” è intrigante, così, per il modo in cui si fonde un surrealismo onirico con un temperamento classico, e il contrasto della delicata Venere con le linee dure angolari della strana trama architettonica del dipinto.

Di “Mirage”, il Maestro ha dichiarato: “L’incontro di una bella donna (Venere) con Apollo nel deserto simboleggia il miraggio d’amore. L’aura di antichità classiche ed i fiori del deserto che appaiono dalla fronte di Apollo rievocano il sentimento senza tempo di amore “.

 

Autore dell'articolo: VN