Skinny il delfino racconta i tre porcellini

I TRE PORCELLINI

C’erano una volta tre porcellini, che avevano lasciato il papà e la mamma per girare il mondo. Per tutta l’estate si divertirono in giro per boschi e pianure, finché non arrivò l’autunno con le prime piogge. Si accorsero che il periodo degli svaghi era finito e che occorreva lavorare come tutti gli altri, per non trovarsi in inverno senza un tetto. Si confrontarono sul da farsi, ma ognuno di loro prese la propria decisione. Il più pigro decise di costruirsi una capanna di paglia. “In un giorno sarà pronta!” disse soddisfatto ai fratelli. Gli altri scossero la testa: “È troppo fragile!”, ma lui non li ascoltò. Il secondo porcellino, meno pigro dell’altro, andò a cercarsi delle assi di legno ben stagionate e le inchiodò fra di loro in due giorni.

Ma la casetta di legno non trovò l’approvazione del terzo, che sentenziò: “Non si può fare una casa in questo modo! Ci vogliono pazienza e duro lavoro per costruire qualcosa che resista al cattivo tempo, ma soprattutto che ci difenda dal lupo”. Passarono i giorni e la casa del porcellino più saggio cresceva lentamente. I suoi fratelli andavano a trovarlo di tanto in tanto ed esclamavano ridendo: “Perché lavori tanto? Non vuoi venire a giocare?”. Ma, cocciuto, il porcellino muratore rifiutava. “Non verrò a giocare finché la casa non sarà pronta, solida e robusta! Non sarò imprudente come voi!”. Il saggio porcellino si accorse che nei paraggi un grosso lupo aveva lasciato delle tracce. Allarmati, si rifugiarono ognuno nella propria casa. “Vieni fuori che devo parlarti…” ordinò il lupo, con l’acquolina in bocca, dopo essersi avvicinato alla casetta di paglia.

“Preferisco stare qui”, rispose impaurito il primo porcellino. “Ti farò uscire io!” urlò il lupo, poi soffiò sulla casetta con tutta la forza dei suoi polmoni: la paglia volò via in pochi attimi, e nel frattempo il porcellino corse a rifugiarsi nella casetta di legno del fratello. “Vieni qui, dove scappi?!” sbottò il lupo, cercando di rincorrerlo. I due porcellini escogitarono un piano “Appoggiamoci contro la porta, così non potrà entrare”. Il lupo cominciò a tempestare di pugni la porta, sempre più affamato. “Aprite, aprite! Voglio solo parlarvi!” Ovviamente, mentiva. Gonfiò ancora di più il petto e soffiò nuovamente: la casetta di legno crollò come un castello di carte. Il fratello saggio vide tutta la scena e aprì la porta della sua solida casetta di pietra per accoglierli. Il lupo gli fu subito alle calcagna, riprendendo a picchiare contro la porta, e poi a soffiare, più e più volte. Ma invano. Decise, allora, di giocare d’astuzia e salì sul tetto per esaminare il camino.

“Accendete il fuoco, presto!” ordinò subito il saggio porcellino. Il lupo, devastato dalla fame, si lasciò scivolare nell’apertura. Ma l’atterraggio fu piuttosto caldo…troppo caldo! Tutto il gran corpo del lupo divenne una massa bruciacchiata e fumante, e la povera bestiolina scappò via ululando “Mai più! Mai più scenderò da un camino!” e intanto tentava di spegnersi la coda in fiamme. I tre porcellini si misero a ballare e cantare felici e, da quel giorno, i fratelli del porcellino saggio si misero a lavorare costantemente, costruendo altre due casette in muratura. Una volta il lupo tornò a gironzolare nei dintorni, ma vedendo ben tre camini, ripensò alla terribile disavventura e alla sua coda bruciacchiata, così si allontanò per sempre!
Ogni fatica merita ricompensa.

Autore dell'articolo: VN