Vincent Van Gogh – Bambina con arancia

Vincent Van Gogh – Bambina con arancia
Little girl with orange
Anno: 1890
Dimensione: 50.0 x 51.0 cm
Luogo: Auvers-sur-Oise
Locazione: Winterthur: Villa Flora

Nelle sue ultime settimane di vita, poco prima del suicidio, Vincent van Gogh ha vissuto un breve quanto insolito periodo felice nel villagio di Auvers-sur-Oises, realizzando una serie di ritratti di bambini vibranti e pieni di gioia, molto diversi dai dipinti pieni d’angoscia per i quali è noto.

Tra questi citiamo Il Fanciullo con l’arancia (L’Enfant à l’Orange), il ritratto di Raoul Levert, figlio del carpentiere del villaggio che, dopo oltre 90 anni, appare per la prima volta sul mercato a TEFAF (The European Fine Art Fair) Maastricht in Olanda, dal 7 al 16 Marzo 2008. La famiglia svizzera, che ne è proprietaria dal 1916, ha affidato la vendita a Dickinson, uno dei più importanti dealer internazionali, con galleria a Londra e New York. La richiesta è di oltre 30 milioni di dollari.

Dipinto verso la fine di giugno 1890, Il Fanciullo con l’arancia non è solo un affascinante e intenso ricordo del periodo felice vissuto da Van Gogh prima che i demoni mentali tornassero per distruggerlo, ma ha avuto anche un ruolo storico negli eventi che hanno immediatamente seguito la morte, avvenuta il 29 luglio 1890. E’ stato infatti posto accanto alla sua bara, come tributo all’artista, nella camera dell’Auberge Ravoux ad Auvers dove alloggiava.

Il Fanciullo con l’Arancia, eseguito con pennellate forti e colori intensi, tipici di Van Gogh, è stata una delle opere più esposte nelle più importanti mostre di Amsterdam nel 1905, portandola a notorietà internazionale. Nel 1916 è stata acquistata da Arthur e Hedy Hahnloser, una coppia svizzera che all’inixio del XX secolo ha dato vita a un’importante collezione di opere di Impressionisti e Post-Impressionisti, fondando la Villa Flora Collection di Winterthur. Il dipinto è rimasto in mano dei loro eredi che intendono ora utilizzare il ricavato a favore di istituzioni filantropiche a beneficio dei giovani.

 

Questo è il testo dell’ultima lettera prima del suicidio che Vincent scrisse al fratello Theo

Mio caro fratello, grazie della tua cara lettera e del biglietto da 50 franchi che conteneva.

Vorrei scriverti a proposito di tante cose, ma ne sento l’inutilità. Spero che avrai trovato quei signori ben disposti nei tuoi riguardi. Che tu mi rassicuri sulla tranquillità della tua vita familiare non valeva la pena; credo di aver visto il lato buono e il suo rovescio – E del resto sono d’accordo che tirar su un marmocchio in un appartamento al quarto piano è una grossa schiavitù sia per te che per Jo. Poiché va tutto bene, che è ciò che conta, perché dovrei insistere su cose di minima importanza. In fede mia, prima che ci sia la possibilità di chiacchierare di affari a mente più serena passerà molto tempo. Ecco, l’unica cosa che in questo momento ti posso dire, e questo da parte mia l’ho constatato con un certo spavento e non l’ho ancora superato. Ma per ora non c’è altro. Gli altri pittori, checché ne pensino, si ritengono istintivamente lontani dalle discussioni sul commercio attuale. E poi è vero, noi possiamo far parlare solo i nostri quadri.

Eppure, mio caro fratello, c’è questo che ti ho sempre detto e che ti ripeto ancora una volta con tutta la serietà che può venire da un pensiero costantemente teso a cercare di fare il meglio possibile, te lo ripeto ancora che ti ho sempre considerato qualcosa di più che un semplice mercante di Carot, e che tu per mezzo mio hai partecipato alla produzione stessa di alcuni quadri, che pur nel fallimento totale, conservano la loro serenità. Perché siamo a questo punto, e questo è tutto o perlomeno la cosa principale che io possa dirti in un momento di crisi relativa. In un momento in cui le cose fra i mercanti di quadri di artisti morti e di artisti vivi sono molto tese.

Ebbene, nel mio lavoro ci rischio la vita e la mia ragione vi si è consumata a metà- e va bene- ma tu non sei tra i mercanti di uomini, per quanto ne sappia, e puoi prendere la tua decisione, mi sembra, comportandoti realmente con umanità. Ma che cosa vuoi mai?

 

 

Autore dell'articolo: VN