Skinny il delfino racconta la cornacchia vanitosa

LA CORNACCHIA VANITOSA

C’era una volta una cornacchia, che vagava in giro per il bosco. Un giorno, si fermò sopra il ramo di un albero ad ammirare dei bellissimi pavoni. I vanitosi pavoni, accorgendosi di lei, mostrarono con orgoglio la coloratissima coda. La cornacchia volò subito via, per specchiarsi nell’acqua dello stagno, e si vide così brutta che decise di non mostrarsi più in giro per la vergogna. Invidiosa, iniziò a spiare i pavoni ogni giorno, da un albero nascosto.

Notò che c’erano delle penne sparse per il prato, cadute dalle code dei pavoni. Attese il tramonto e, di soppiatto, ne prese ben cinque. Poi trovò un posticino appartato, dove attaccò tutte le penne raccolte alla sua coda. Il mattino dopo, andò ad ammirare nelle acque dello stagno la sua nuova coda di pavone, pensando: “Adesso anch’io sono bella come i pavoni! Andrò subito dalle mie compagne, chissà come saranno invidiose!”. Come previsto, volò dalle sue amiche cornacchie, che, vedendola, rimasero estasiate dalla sua nuova coda. “Guardate! Non trovate che la mia coda sia davvero splendida? Le vostre penne, invece, sono brutte e spelacchiate.”

Si vantò con arroganza la cornacchia, e intanto rideva di loro. Le compagne, arrabbiate come non mai, la cacciarono via a beccate, dicendole di non farsi più vedere. “Le mie compagne cornacchie non mi meritano!” Disse fra sé e sé, sostando sul ramo di un albero. “Ho deciso! Andrò a vivere con i pavoni, tanto ormai sono bella come loro, e non proveranno mai invidia per me!”. E così la cornacchia volò sul prato in mezzo a tutti i pavoni, salutandoli felicemente, fiera di esibire quella che lei considerava una bellissima coda, alla pari della loro. Ma i pavoni, al contrario, non videro altro che una cornacchia spelacchiata, con in più attaccate alla sua coda alcune delle loro penne.

Non l’accolsero affatto di buon grado: iniziarono a beccarla, staccandole le penne che aveva rubato, e poi a rincorrerla, scacciandola dal loro prato. La cornacchia, malconcia, volò via piangendo e si diresse nuovamente dalle sue compagne cornacchie. Ma anche loro si rifiutarono di accoglierla, sentendosi ancora umiliate dalle sue offese. Una fra quelle che prima aveva disprezzato sentenziò: “Se ti fossi accontentata di stare con noi e avessi accettato ciò che la natura ti ha dato, non avresti sofferto tanto.”
Chi troppo vuole, nulla stringe.

Autore dell'articolo: VN