Skinny il delfino racconta la volpe e l’uva

LA VOLPE E L’UVA

C’era una volta una volpe molto furba. Al suo apparire, tutti gli animali del bosco fuggivano spaventati, sapendo quanto fosse crudele e insaziabile. Una volta la volpe si spinse ai confini del bosco, fino alle case degli uomini; vicino alla dimora isolata di un contadino, trovò un pollaio pieno zeppo di galline. “Che sciocchi questi uomini! Lasciare delle galline così tenere e grasse incustodite!” Affamata, la volpe si riempì lo stomaco e tornò nel bosco con la bocca ancora piena di penne.

Fece ritorno al pollaio qualche giorno dopo, convinta di farsi un’altra bella scorpacciata. Spiccò un gran salto, ma non appena fu dentro al pollaio, si sentì colpire da un sasso. “Prendi questo, brutta bestiaccia!” urlò un uomo con un bastone di legno in mano, accompagnato da un grosso cane, che ringhiava furioso pronto a mordere la volpe. Ma lei saltò lo steccato giusto in tempo, scappando fulminea e dolorante per essersi beccata un paio di bastonate. Giunta al sicuro, tirò un respiro di sollievo e prese ad addentrarsi nel bosco con più calma. Passò di fianco a dei tralci di vite da cui pendevano dei grossi grappoli d’uva, che avevano l’aria di essere dolci e succosi.

“Che fame! In mancanza d’altro…” si disse la volpe. Così si alzò sulle zampe posteriori e saltò con agilità per afferrarne un po’, ma non riuscì a raggiungerla. Allora si allontanò per prendere la rincorsa, con tutte le sue forze. Riprovò più e più volte, con ostinazione ma senza alcun successo: i grappoli d’uva sembravano sempre più lontani. “Cra! Cra! Cra!” rideva dall’alto di un ramo una cornacchia, prendendosi gioco di lei. “Quest’uva è troppo acerba! Tornerò quando sarà matura!” Concluse ad alta voce la volpe, gonfiando il petto per darsi un contegno, nonostante la delusione patita e la pancia vuota.

È facile disprezzare ciò che non si può ottenere.

Autore dell'articolo: VN