Skinny il delfino racconta il brutto anatroccolo

IL BRUTTO ANATROCCOLO

C’era una volta, in una vecchia fattoria, mamma anatra, che aveva appena finito di covare la nuova nidiata. Uno strano anatroccolo dal piumaggio grigio anziché giallo fece capolino. Mentre crescevano, i suoi fratelli non volevano mai giocare con lui, perché era goffo e sgraziato; per di più, tutti gli altri abitanti del cortile lo deridevano. L’inconsueta creatura continuava a piangere di nascosto ogni notte, sentendosi abbandonato da tutti. Così, una mattina scappò via dalla fattoria e cominciò a chiedere a coloro che incontrava: “Conoscete degli anatroccoli che hanno le piume grigie come le mie?”

Ma tutti scuotevano la testa sprezzanti. “Brutto come te non conosciamo nessuno!” Ma l’anatroccolo non si rassegnava e, nel suo girovagare, capitò vicino alla casetta di una vecchia contadina, che lo afferrò credendolo un’oca smarrita, sperando avrebbe fatto delle abbondanti covate. Ma l’anatroccolo non faceva uova. Allora la contadina continuava a rimpinzarlo, brontolando: “Se non fa le uova, speriamo almeno che ingrassi in fretta!” Il povero anatroccolo realizzò di non aver trovato ancora il suo posto “Oh, come sono disgraziato! Speravo tanto che finalmente qualcuno mi volesse bene!”

Una notte, approfittando della porta della gabbia rimasta socchiusa, scappò. Si rifugiò in un folto canneto, dove aveva cibo in abbondanza, ma era costretto a patire la solitudine. Quando giunse l’inverno, l’acqua del canneto iniziò a ghiacciarsi. L’anatroccolo si mise a cercare un po’ di cibo nella neve, ma dopo poco cadde a terra sfinito. Un contadino di passaggio lo vide e decise di portarlo con sé “Poveretto! Lo porterò ai miei figli, che avranno cura di lui!” A casa del brav’uomo tutti lo accolsero con calore. Ma a primavera era diventato così grande che il contadino prese una decisione: “Lo porterò allo stagno e lo lascerò libero!” Fu allora che l’anatroccolo vide la sua immagine riflesse nell’acqua. “Possibile?! Come sono cambiato! Non mi riconosco più!” I cigni dello stagno si avvicinarono a lui e gli chiesero cordialmente: “Dove ti sei nascosto finora, fratello?” Ben presto fecero amicizia e il giovane cigno nuotava ormai maestoso in mezzo ai suoi simili. Un giorno, sentì alcuni bambini dalla riva esclamare: “Guardate quel giovane cigno, è il più bello di tutti!”. Si sentiva ormai tanto, tanto felice.

Autore dell'articolo: VN