Cantavamo nel buio di Lesley Kagen

Nell’estate del 1959 a Milwaukee le sorelle O’Malley sperimentano sulla propria pelle che la vita può mostrare il suo lato più oscuro. Orfane del loro papà e lontane dalla madre ricoverata in ospedale, a circa dieci anni trascorrono le giornate nel più completo abbandono, trascurate dalla sorella maggiore e maltrattate dal patrigno. Ribelle l’una quanto protettiva l’altra, le inseparabili Troo e Sally riescono però a farsi “adottare” dai vicini di Vliet Street e si dividono tra i giochi al parco e le visite allo zoo, godendosi in pieno la libertà e la spensieratezza dell’estate. Presto, però, si rendono conto che anche il vicinato può essere un luogo pieno di insidie: a distanza di un anno dalla prima, viene ritrovata un’altra bambina morta, che come la precedente mostra chiari segni di violenza sessuale. Mentre ci si interroga sull’identità del maniaco, Sally non ha dubbi: il colpevole è un astuto insospettabile, e lei sarà la prossima della lista. E così, attraverso la sua stessa voce, si assiste alla fantasiosa ricostruzione del quadro dei sospetti, un quadro destinato inevitabilmente a incrinarsi, lasciando emergere il vero assassino, ma soprattutto la sconvolgente verità che cambierà del tutto la sua vita.

Il coro delle O’Malley

Complicato essere due ragazzine di dieci anni nel 1959. ancora di più se papà è morto, mamma si è risposata in tutta fretta e si è trasferita dalla campagna in città. Poi mettiamoci la malattia della mamma, che dovrà trascorrere tutta l’estate in ospedale molto vicina a lasciare sole le due piccole sorelle O’Mallley, un patrigno dedito all’alcool e una sorella maggiore che ha altro per la testa Già svantaggiate di partenza Sally e Troo si ritrovano anche un serial killer di ragazzine che bazzica nel loro quartiere. La morte della seconda bambina in un anno, con modalità assimilabili a quella della precedente fanno aprire gli occhi ai genitori e sbarrare porte e finestre. Non è così per le sorelle O’Malley che abbandonate a loro stesse e armate solo dal forte senso di protezione che hanno l’una per l’altro e della loro innocenza vagano tra le case dei vicini, sfidando pericoli di cui non si rendono sempre conto. Sally, che ci racconta questa strana estate in prima persona lascia libera la fantasia e cuce su misura su uno dei suoi vicini l’abito del mostro. Lo segue, lo osserva, fa indagini per conto suo e pianifica il modo di incastrarlo
Mi è piaciuto molto questo libro. capace di raccontarci una situazione familiare al di là di ogni immaginazione senza cadere nel patetico o nella retorica. Il punto di vista è quello di Sally: forte, responsabile della sorella, perché lo ha promesso al suo papà in fin di vita. Non è un peso, non è qualcosa di troppo grande per lei: è solo giusto e va fatto. Ciò che il destino le ha tolto in termini di benessere economico e di cure parentali, glielo lo ha dato in spirito di iniziativa, faccia tosta e forza d’animo. La sorella, di soli dieci mesi meno di lei, invece è completamente diversa. Lei canta nel buio, lo ha imparato dalla sua mamma. Cantare nel buio significa distrarsi con delle sciocchezze per non pensare ai segreti terribili che ci fanno soffrire e che non riusciremmo a sopportare. Vuol dire alzarsi al mattino ed indossare una maschera sorridente, perché in questo modo può difendersi dalla vita e può proteggere il suo bene più prezioso: la sua Sally. Le bambine impareranno che i segreti sono pericolosi, le cose non dette tendono a crescere dentro fino a farti soffocare. Raccontarli a volte non è la soluzione, ma aiuta. In autunno, all’apertura della scuola Troo sarà responsabile quanto è giusto che lo sia una bambina di dieci anni e Sally saprà, se non cantare, almeno sussurrare nel buio.
Molti altri sono gli argomenti trattati e gli spunti di riflessione: il serial killer e le relative indagini. I difficili equilibri di una piccola comunità, l’approccio anni ’50 con le minoranze. Il tutto ben amalgamato. Nonostante la carne al fuoco sia parecchia, l’autrice è stata brava nel proporci con garbo un’infinità di argomenti, ognuno dei quali coinvolge, interessa a fa venire voglia di vedere che cosa succede dopo.

Indicazioni utili

Lettura consigliata sì

Autore dell'articolo: VN