Gli uomini sono bastardi di Carmelo Abbate

Il fidanzato premuroso, il vigile del fuoco tutto d’un pezzo, il padre amorevole, il professionista ricco e stimato, l’operaio tutto casa e lavoro, l’immigrato dalla famiglia numerosa, l’amico affettuoso… Dieci uomini così diversi e così uguali, dieci normali storie d’amore. Ma questa normalità, fatta di coppie apparentemente perfette, genera mostri, capaci ogni volta di palesarsi. Basta poco: che la donna si ribelli alla routine, che si stanchi del ruolo di casalinga soddisfatta o madre impeccabile, che rifiuti il controllo asfissiante, la gelosia, le percosse di chi in lei vede una proprietà privata: «Mia o di nessun altro». È allora che l’oggetto d’amore diventa solo cosa. E non appena teme di perderne il possesso, l’uomo, il maschio, si fa persecutore, carceriere, aguzzino, macchina per uccidere. Queste dieci storie sono, tutte, straordinarie e al tempo stesso tragicamente paradigmatiche. Alcune hanno occupato per settimane intere le pagine dei giornali e gli schermi della tv, ma qui è come se ci apparissero per la prima volta. Hanno gli occhi di Carlotta, Elena, Sara, Valentina, Hina, ma potrebbero averne mille altri. Sono dieci vicende nerissime, dieci gialli contemporanei accaduti in Italia, in questi anni, vicino a noi, potrebbero essere della porta accanto. Dieci casi che trovano tragica eco quasi ogni giorno nelle cronache, e che per questo devono metterci in guardia. Parlano di noi. La loro voce profonda e sommessa sussurra di un male radicato che alberga nel cuore di un Paese, il nostro, che ama dipingersi come modello di civiltà e invece è ancora pervaso da arretratezza e disparità. Anche quei dieci maschi vuoti, dominati da un’idea perversa dell’amore, ossessionati dal terrore di veder crollare il loro potere, ci guardano dritti in faccia. E ci riguardano. Tutti.

Atti di inumana violenza

Da poco è edito il libro di Carmelo Abbate, Gli uomini sono bastardi. Un saggio profondo e perspicace su un fenomeno diffuso in Italia di questi tempi: il femminicidio.

Carmelo Abbate è giornalista, saggista, scrittore. E’ autore de Il regno dei casti, e del pamphlet Armatevi e morite.

Il titolo, Gli uomini sono bastardi, non vuole certo affermare che tutti gli uomini, indistintamente, sono bastardi; ma certo lo diventano quando:

“Di fronte a tutto ciò che sta succedendo, in Italia, nel mondo, alle denunce sugli abusi subiti da molte donne che lavorano, nel mondo dello spettacolo, del giornalismo, della televisione, della politica, delle grandi e piccole imprese, preferiscono mettere la testa sotto la sabbia, fare gli struzi. Oppure le tre scimmiette, quelle che mai vedono, poco sentono e ancor meno parlano.”.

L’autore, con perizia e metodo, racconta dieci storie tragiche, storie che spesso hanno occupato le prime pagine dei giornali, tutte accomunate da una caratteristica importante: la mancanza di pietà e di solidarietà umana. Gli uomini, spesso infantili e mai maturati, con una ferrea coscienza adulta, decidono, ad un determinato momento, che la donna amata è “proprietà personale irrevocabile”. Sei mia e lo sarai per sempre. A qualunque costo e sacrificio. Così si innesca una spirale di violenza che non ha rimedio, che distrugge tutto e tutti, e che lascia non solo una scia di sangue, ma un dolore che molte persone non supereranno mai.

Inoltre

“Tutte le vicende raccontate sono vere. La ricostruzione dei fatti è rigorosa e conforme agli atti investigativi e giudiziari, alcuni momenti dei quali, nello specifico quelli riguardanti le intercettazioni telefoniche e ambientali, vengono riportati fedelmente sotto forma di dialoghi.”

Un libro nero, nerissimo, che fa riflettere. Con una indicazione finale importante:

“E’ ferma convinzione che sia arrivato il tempo in cui essere uomini più attrezzati culturalmente, più saggi, più maturi, di buon senso, non possa voler dire altro che questo: riconoscerlo. E prendere per contrasto una posizione netta, adamantina, inequivocabile.”.

Affinchè, anche tramite libri come questi, le donne, e in generale tutti gli esseri umani, possano finalmente amare ed essere ricambiate con pari intensità e libertà. Una rivincita dei sentimenti e dell’amore sulla violenza e sull’odio, che vede un lungo cammino, irto e non privo di difficoltà, che è in primo luogo una decisa presa di coscienza.

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Autore dell'articolo: VN