La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi

La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda tra le Alpi. Forse è stata proprio per la nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì. Eppure Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che si è trasformato in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel: manovrare i media. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione del “pubblico a casa”. Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco. Sono passati due mesi, e Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì?

Ciak si gira

Anna Lou e’ bellissima nella sua insicurezza di sedicenne timida, dai tratti ancora infantili, minuta tra i capelli rossi e le lentiggini.

“La giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno.”
La giustizia non e’ abbastanza accattivante per i riflettori, quello che fa audience e’ il mostro. Trova il mostro e avrai il tuo pubblico, ghiotto di servizi in diretta, salotti pomeridiani, opinionisti da prima serata, turismo del delitto corredato da foto ricordo.
Cosa cercate quando accendete la TV dopo l’ennesimo tragico fatto di cronaca? Le scelte dei media seguono una regola precisa : l’offerta si adegua sempre alla domanda.

E nel frattempo Anna Lou e’ scomparsa.
Allontanata dalla sua casa, forse morta, sparita dalla memoria perche’ lei e’ solo la vittima. Il suo nome verra’ dimenticato, invoca giustizia. Roba vecchia la giustizia, nell’arena il pubblico vuole altro. Vuole vedere la belva che ha addentato, le fauci spalancate e le zanne che colano sangue.

Anna Lou amava i gatti . E scriveva d’amore su un diario segreto.

Letti dieci, cento o mille thriller i profili delle vittime tendono ad assomigliarsi, i modus operandi ad amalgamarsi, le tecniche investigative a coincidere. Per un buon esito serve allora quell’elemento in piu’ che faccia la differenza, che insaporisca con qualcosa di decisamente nuovo un piatto gia’ cucinato.
Qui c’e’ : si chiama prospettiva.
Nel gioco di Donato , mentre tu cerchi il killer, il killer cerca te. Tu sei il pubblico.
Sospetti, indagini, aggiornamenti dell’ultima ora, il sadico, lo stupratore, l’assassino, il maniaco. Gli indizi non hanno bisogno di giudice nel tribunale popolare in diretta nazionale.

Dal ritmo apparentemente blando e dalla trama a prima vista elementare, il romanzo coglie di sorpresa il lettore rassegnato alla mediocrita’ e prende velocita’, tra colpi di scena inaspettati e capitoli che si mischiano in un’ardita e avvincente maglieria temporale .
Semplice ma abile, giochi di ombre e scivolii ghiacciati su un lago su cui camminiamo quotidianamente. Finche’ il peso non diverra’ insopportabile e verremo ingoiati da acque gelide.

Vi siete forse dimenticati della piccola Anna Lou ?

Buona lettura.

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Autore dell'articolo: VN