Notte stellata, di Vincent van Gogh è considerato uno dei capolavori dell’artista olandese

Notte stellata, di Vincent van Gogh è considerato uno dei capolavori dell’artista olandese. Si tratta di un olio su tela, realizzato nel giugno del 1889, che misura cm 73,7 x 92,1. Il quadro è una veduta notturna, in cui un piccolo villaggio vibra sotto un cielo pieno di stelle. Van Gogh dipinge Notte stellata dopo un esaurimento nervoso che lo porta a essere internato nel manicomio di Saint Rémy, nel Sud della Francia.

Nonostante i problemi di salute, in questi anni l’artista olandese raggiunge una piena autonomia di linguaggio. Liberatosi dalle convenzioni impressioniste, trova uno stile personale che, partendo dalla propria alienazione, crea una corrispondenza tra interiorità e natura. I colori puri, le linee tormentate e la vibrante energia trasmettono un’arte vera e drammatica, che diventa riflessione sulla condizione umana.

Al centro dell’opera, Van Gogh dispone il pianeta Venere, raffigurandolo in modo più luminoso rispetto alle dieci stelle che, in vampe concentriche, occupano la volta celeste.

Il cielo notturno è dipinto con dense pennellate che si sovrappongono con differenti tonalità di blu. La presenza del vento è resa dal movimento dei cipressi in primo piano e dalla nitidezza che sembra permeare l’aria e i colli che circondano il villaggio. Nella parte inferiore del dipinto, si distingue un campanile che ha la forma di quelli olandesi. Questo elemento è legato al ricordo della città natale dell’artista. La tensione che emerge da Notte stellata lascia trapelare il vissuto di van Gogh, così come alcuni mutamenti in atto a livello sociale.

La scena, infatti, è solo apparentemente tranquilla e silenziosa. Le pennellate vorticose e i contrasti di colore rimandano all’inquietudine che caratterizzerà il Novecento. Il pittore sembra anticipare le idee che la psicanalisi, le teorie politiche e scientifiche renderanno manifeste qualche decennio più tardi. Notte stellata profetizza un diverso modo di conoscere la realtà, che pone l’uomo di fronte a nuove sfide interpretative. Pur anticipando il superamento del naturalismo in arte, Van Gogh trova ancora nella pittura la sintesi fra bellezza naturale ed emozione. Notte stellata si trova al Museum of Modern Art di New York.

Vincent van Gogh,  è tra gli artisti più celebri di tutti i tempi. Nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, figlio primogenito di un pastore protestante. Di indole molto inquieta e sensibile, lavora per breve tempo in una ditta di mercanti d’arte, ma presto avverte una profonda vocazione religiosa, che lo induce a studiare teologia e a frequentare una scuola di evangelizzazione. A 25 anni è inviato a predicare nella regione mineraria del Borinage, in Belgio. La sua vicinanza ai minatori e il sostegno alle loro rivendicazioni destano il sospetto delle autorità, che lo sospendono dall’incarico. Van Gogh rimane a lungo in questa regione, ed è qui che realizza i suoi primi disegni.

A 27 anni inizia a studiare pittura, anche grazie all’appoggio del fratello Theo. Esordisce con opere realiste in cui prevalgono colori cupi: nature morte, scene di villaggio, contadini, tessitori, dipinti con intensa partecipazione emotiva. Appartiene a questa prima fase I mangiatori di patate. Nel 1886 van Gogh si stabilisce a Parigi, presso il fratello Theo, che lavora come mercante d’arte. Nella capitale francese, conosce gli sviluppi più recenti dell’arte moderna e imprime una svolta alla sua pittura. Ora usa colori chiari e brillanti, che stende con pennellate allungate. Amplia la gamma dei suoi soggetti, dipingendo ritratti e scene della città.

Nel 1888 si reca ad Arles, in Provenza alla ricerca di quiete. Qui dipinge paesaggi inondati di luce, campi di grano e giardini fioriti. Abita nella famosa “casa gialla”, dove sogna di istituire una comunità di artisti. Ad Arles lo raggiunge l’amico pittore Paul Gauguin. Per un breve periodo i due dipingono insieme, ma presto emergono i contrasti. Dopo un violento litigio, Gauguin decide di andarsene. Van Gogh, profondamente scosso, si taglia un orecchio. Colpito da frequenti crisi nervose, è ricoverato a più riprese all’ospedale di Arles. In seguito, decide di entrare all’istituto psichiatrico di Saint-Remy.

Suo grande conforto è l’affetto del fratello Theo, con il quale intrattiene una fitta corrispondenza. Nonostante i problemi di salute, van Gogh seguita a dipingere, sia durante i ricoveri, sia ad Auvers-sur-Oise, dove si trasferisce nella primavera del 1890. Qui, il dottor Gachet, suo amico e appassionato d’arte, si prende cura di lui. Nelle sue ultime opere, il colore diventa sempre più intenso e materico, e la pennellata diventa sempre più mossa, fino a distorcere le forme. Esemplare è Notte stellata dove il dato naturale è quasi trasfigurato. Nell’estate 1890, mentre sta dipingendo in mezzo ai campi di grano van Gogh è colpito dall’ultima crisi nervosa. Muore il 29 luglio 1890, a 37 anni, dopo essersi sparato al petto.

Autore dell'articolo: VN