Film completo ICE 2020 di Nick Copus

Titolo Originale: ICE 2020

Regia: Nick Copus

Interpreti: Richard Roxburgh, Frances O’Connor, Nathaniel Lees, Stephen Moyer, Sam Neill, Claire Forlani

Durata: h 1.55
Nazionalità:  USA 2011
Genere: fantascienza
Al cinema nel Novembre 2011

Trama del film Ice 2020

E ‘il 2020. I risultati di uno scienziato ambientale, il Professor Thom Archer suggeriscono che Halo, l’impresa di perforazione della società energetica sul ghiacciaio della Groenlandia ne stanno causando lo scioglimento. Gli avvertimenti di Archer vengono ignorati, così si dirige verso l’Artico per trovare prove inconfutabili. Al suo arrivo, si rende conto che l’umanità è in pericolo immediato, e corre a casa per salvare la sua famiglia. Il ghiacciaio collassa, con conseguenze devastanti…

Recensione

Lo scetticismo della maggioranza, pure di appassionati al genere, davanti a un ennesimo film di fantascienza dai contenuti drammatici e apocalittici e che abbia come tema centrale il riscaldamento globale è chiaramente comprensibile.

Questo soprattutto quando, come in questo caso, ci troviamo davanti a un’opera dalla durata complessiva superiore alle tre ore.

Effettivamente concepito per essere una ‘miniserie TV’ in due episodi, ‘Ice’ (2011′, diretto da Nick Copus e fondato su un romanzo di James Follet, narra fondamentalmente le vicende di uno scienziato ambientale, tale Tom Archer (Richard Roxburgh), che nell’anno 2020 durante degli studi tra i ghiacciai dell’Artico, scopre che il processo di scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia è drammaticamente accelerato dalle perforazioni della Halo, una delle più potenti multinazionali nel settore del petrolio

Ci troviamo, a differenza che in altri film del genere, in un contesto globale che ha già oltrepassato determinati limiti per quello che riguarda i disastri ambientali: il nostro pianeta è già soggetto a un violento riscaldamento globale, che di fatto ha causato la desertificazione di ampie regioni dell’Europa Meridionale (Italia e Spagna in primis) e costretto la popolazione di queste regioni a migrare verso le regioni settentrionali in ricerca di riparo.

Contemporaneamente a questo fenomeno, che comporta ovviamente complicazioni di carattere sociale, si aggrava una forte crisi energetica e che porta a un aggravamento anche delle condizioni di vita nei paesi dell’emisfero settentrionale e in particolare, data l’ambientazione del film, in Inghilterra.

La gravità della situazione in questo film è dunque, a differenza di altri film del genere (penso a ‘The Day After Tomorrow’ e ‘2012’ di Ronald Emmerich), costituisce uno stato di fatto che è già di fatto comprovato all’inizio delle vicende.

Quello cui assistiamo è di conseguenza un aggravarsi delle situazioni quando, davanti a quello che viene individuato dallo scienziato Tom Archer, come il punto critico da non superare, i suoi avvertimenti vengono ignorati dalla prepotenza dai vertici della Halo e nella specie dal suo ‘capo’ Anthony Kavanagh (Sam Neil) e dal suo avvocato difensore, la bella e intraprendente Sara Fitch (Frances O’Connor).

Gli interessi in gioco del resto, nella prima parte del film, appaiono essere molteplici e alle osservazioni comprovate di gravità di Tom Archer vengono anteposte motivazioni in qualche maniera comunque degne di essere prese in considerazione come fronteggiare la crisi energetica e allo stesso tempo evitare un ulteriore aumento della disoccupazione.

In particolare si fa riferimento a un contesto sociale, quello dell’Inghilterra, che è praticamente una delle principali mete dei migranti, e dove questi vengono trattati in una maniera praticamente non dissimile da quello che ci racconta la cronaca dei nostri giorni relativamente uno di quelli che è e sarà destinato a essere ancora uno dei temi centrali e più difficili della nostra società per gli anni a venire.

Dopo essere stato letteralmente ‘sconfitto’ in un confronto con i vertici della Halo, Tom Archer decide di lasciare perdere la questione, ma quando viene richiamato in Groenlandia dal suo vecchio collaboratore Ben Peterson decide immediatamente di ritornare lì e dove effettivamente riscontra delle prove concrete dei danni provocati dalle perforazioni della Halo, cioè la presenza di ‘archei’, ‘una suddivisione sistematica fondamentale, al più basso livello, della vita cellulare (fonte: Wikipedia) che si sviluppano in temperature decisamente più alte rispetto a quelle che ci si aspetterebbe di trovare nelle acque del Mar Glaciale Artico.

A questo punto il film: a) Perde qualsiasi scientificità nell’affrontare la questione e in generale trascura ogni aspetto socio-culturale che deriva dalla crisi; b) Diventa praticamente un film metà di avventura e metà drammatico.

Infatti mentre Tom Archer si trova all’Artico e assiste alla distruzione della piattaforma petrolifera della Halo e stringe al contempo alleanza con la sua vecchia nemica, l’avvocato Sarah Fitch, la sua famiglia si trova in Inghilterra, a Londra, dove la moglie e la figlia sono andati a fare visita al nonno.

Il precipitare della situazione, dovuto appunto alle continue trivellazioni della Halo e alla distruzione stessa della piattaforma, provocano un immediato cambio climatico e un abbassamento delle temperature in tutto il pianeta.

Quindi vengono raccontate contemporaneamente due storie: quella della moglie e della figlia di Tom Archer che cercano di sfuggire alla fine in una Londra nella quale viene emanata la legge marziale e che deve essere immediatamente evacuata causa il congelamento; la storia dello stesso Tom Archer che dall’Artico compie una incredibile traversata aerea fino in Inghilterra e dove, una volta sul suolo britannico, si avventura sulla neve e tra i ghiacci alla ricerca dei suoi familiari.

Va detto che la seconda parte del film, per quanto priva di alcun contenuto scientificamente rilevante e di contenuti diciamo ‘utili’, è oggettivamente avventurosa e in qualche modo coinvolgente nella sua drammaticità.

Ma quello che ricercavo non era ovviamente un film di ‘alta tensione’ e di conseguenza posso dire senza nessun rimpianto che la seconda parte del film non vale la prima, nella quale, pure consapevole di trovarmi al cospetto di un film non particolarmente brillante, mi attaccavo a determinate intuizioni e confronti tra le diverse situazioni e punti di vista in gioco, ricercando qualche cosa di diverso dalle solite argomentazione (per quanto veritiere e affatto da sottovalutare) relativamente il riscaldamento globale e guardando alla questione da diverse prospettive come assistere a una specie di dibattito. Tutto il resto è praticamente uguale ai film già citati di Roland Emmerich: le similitudini in particolare con ‘The Day After Tomorrow’ sono veramente tante. Oserei dire così tante – troppe – che alla fine valgono un giudizio complessivo insufficiente anche al film di Copus.

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Autore dell'articolo: VN